gio

13

feb

2014

IL BLOG CAMBIA VESTE E SI TRASFERISCE

Quì

 

 

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ven

12

apr

2013

CONVEGNO BIENNALE PICCOLA INDUSTRIA

©Si è svolta nell'adiacente ex Fabbrica Italiana Automobili Torinese, una due giorni di accorati appelli da parte di Piccola Industria Confindustria. Un convegno da far raggelare il sangue per la sua totale schiettezza sui temi che tanto stanno a cuore al nostro Paese. “Un'Italia Industriale in un'Europa più forte” questo è il grido che ha dato l'avvio ai lavori.

Confindustria si è presentata al gran completo e, nella seconda parte dei lavori, anche quel che resta del conservatorismo sindacale attuale con i principali esponenti di CGIL e CISL a fare da contraltare. Quello che è stato discusso nella sala degli imprenditori è un qualcosa di inimmaginabile. Analisi, numeri a confronti, persino un progetto dal costo di 316 miliardi di risorse pubbliche per l'Italia. Il tutto per far si che questo stivale non affondi nel più profondo degli abissi.

Apprezzabile l'intervento di Vincenzo Boccia Presidente Piccola Industria che con il suo discorso ha raccontato di una situazione del Paese che è a pezzi grazie anche alla presentazione dei dati citati dal Direttore Centro Studi Confindustria, Luca Paolazzi. Dicevamo dunque, giornata che segna “L'inizio della mobilitazione di Confindustria” come lo stesso Boccia ha voluto evidenziare”. E ancora “Solo negli ultimi sei anni, hanno cessato la loro attività più si settantamila imprese con la conseguente perdita di 1,4 milioni di unità di lavoro e con un numero di disoccupati che è cresciuto raggiungendo il record di tre milioni”.

Appropriato ad un certo punto lo slogan urlato dal microfono “Tempo scaduto” seguito da un “La situazione si aggrava sempre più”. Il resto dell'appello/discorso è ancora più brutale con il Presidente che afferma “Abbiamo di fronte una difficoltà enorme; non si può continuare a non avere alcuna ipotesi di accordo tra forze politiche divise da rancore, perché in questo modo non si riesce a costruire nulla, si demolisce soltanto; andare avanti così, significa, portare alla paralisi il sistema industriale italiano”. Oltre allo questione dello stallo in politica poi, rilevanti le domande poste alla platea e rivolte alle forze sociali, al Paese mediatico, al Paese legale “Quale politica del Welfare? Quale politica fiscale comune? Quale politica energetica comune? Quale politica comune su infrastrutture e investimenti”?

Per poi finire con uno schietto “Dobbiamo salvare il Paese. Vi è la necessità che riguarda tutti, di un'Agenda della competitività perché una Nazione senza fabbriche è una Nazione senza lavoratori e senza imprenditori”. Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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mer

10

apr

2013

BIENNALE DEMOCRAZIA

© La Torino primaverile, nella sua ampia offerta di eventi ed occasioni di dibattito, ha offerto mercoledì dieci aprile alle ore diciotto, la lezione inaugurale tenuta da Laura Boldrini, Presidente della Camera, al Teatro Regio in occasione di Biennale Democrazia. A far gli onori di casa, il primo cittadino torinese e nella vivacissima sala, l'immancabile e brillante Gustavo Zagrebelsky. Adeguata la partecipazione del pubblico, sottoposto ad un lieve stress da coda e dai minuziosi controlli da parte della polizia accorsa in gran numero dopo l'allarme bomba al giornale La Stampa avvenuto qualche giorno prima.

Dopo il benvenuto iniziale di Piero Fassino, la Presidente ha preso la parola ed ha pronunciato la sua lezione partendo dall'oggetto di Biennale, ovverosia Utopico. Possibile? Definendo, da subito, l'utopia come “una ricerca, un viaggio, un dubbio”. Le parole della giovane ex portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, dapprima quasi biascicate ed in seguito modulate con un tono più brioso, han fatto si che la platea applaudisse all'unisono più volte. Degni di approfondimento i diversi passaggi della lezione. Sull'equità “Viviamo in un tempo che non è affatto equo. Nel mondo l’1% degli uomini possiede il 40% di tutte le risorse del pianeta. Le tre persone più ricche del mondo hanno lo stesso peso economico dei 600 milioni di essere umani più poveri. Senza andar lontano, il patrimonio dei dieci italiani più ricchi è uguale alle risorse degli otto milioni di italiani più poveri. Se la politica non assume su di sé la sfida di curare queste ferite di civiltà, se non saremo capaci di affrontare l’utopia urgente e possibile di un paese e di un mondo più equi, di quale buona politica staremmo parlando”? Sui costi della politica “ il mio primo atto è stato quello di ridurre in modo significativo la retribuzione e le prerogative che mi erano assegnate. Il secondo atto è stato quello di chiedere a tutti i deputati titolari di cariche istituzionali di fare altrettanto”. Sulla nostra Costituzione ed in particolare sull' art. 3 a proposito delle diseguaglianze “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Sul tema dell'Europa “all’Italia l’orgoglio di battersi per gli Stati Uniti d’Europa”. Infine, sulla democrazia “nella sua concezione più alta e compiuta, rischia di apparire un’utopia. Ma come potremmo sottrarci a questa sfida sapendo che il diario quotidiano di ogni democrazia è scritto sulla vita materiale, faticosa di milioni di donne e di uomini”? Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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sab

16

mar

2013

I DIRITTI NON SI APPALTANO

© Mattinata di dibattito sereno in quel di Torino presso il Greenwich Village. L'assemblea pubblica, organizzata dal sindacato unitario di base della federazione di Torino, è partita subito con il piede giusto e si è articolata attraverso alcuni significativi spunti di riflessione.

Tema principale esaminato: la politica delle esternalizzazioni dei servizi pubblici e degli appalti (asili, termovalizzatore, GTT, AMIAT ed altro ancora). Materia scomoda, complessa e ingiusta soprattutto perché, negli ultimi mesi, “tutto questo ha prodotto un radicale cambiamento di tipo sociale per quanto riguarda l'ambito del lavoro, rendendo a pura e semplice merce sia i diritti, sia la dignità, di una lunga serie di lavoratori ormai sottopagati, sottoccupati e stritolati tra amministratori, enti committenti, generiche cooperative senza scopo di lucro e dai più generici ancora, sindacati distratti”.

Alla base dell'agile botta e risposta dei presenti, la parola ricorrente e più controversa del duemilaetredici: il Neoliberismo. “Forma aggressiva che da la parola al mercato, deregolamentando quando gli fa comodo, che attacca il costo del lavoro, che crea disoccupazione e precarizzazione”. Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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mar

05

mar

2013

EMERGENZA NORD AFRICA 2013

Aspettando nuovi disperati

 

 

© La macchina dei soldi si ferma apparentemente per qualche giorno. Così, dopo aver gestito un miliardo e trecento milioni, quarantasei euro per ogni singola testa per quasi due anni, il progetto Emergenza Nord Africa si blocca, svanisce, si dissolve. Nel frattempo, sperando, con un mare più calmo nei prossimi giorni o forse nei prossimi mesi, nell'arrivo di nuove succose barche piene di immigrati, i soliti decisori si organizzano. Come? Intanto, nonostante l'ultima circolare del Ministero dell'Interno raccontasse che l'abbandono dai centri era su base volontaria, molti ospiti dei vari centri di accoglienza sono stati invitati a firmare il patto di addio per un misero bottino di buonuscita pari a cinquecento euro. Dopodiché, saldato il conto con i poveri illusi del centro Africa, si è passati ai circa cinquecento cooperanti, liquidati in tutta fretta con la cassa integrazione in deroga. Da qui in poi, quello che accadrà non lo sa nessuno. Di sicuro, e questa è una certezza, in tutto questo progettare, pensare, ragionare, immaginare, di soldi (pubblici) se ne sono spesi parecchi ed altri ancora verranno spesi. Peccato che a far da catalizzatori di tanto denaro saranno poi i soliti signori dei ricchi consorzi, delle cooperative di facciata, delle associazioni dalle missioni non propriamente caritatevoli. Riproduzione concessa con citazione della fontehttp://francescoussia.jimdo.com/

 

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sab

09

feb

2013

MANIFESTAZIONE OPERATORI SOCIALI

© Sabato 9 febbraio  Torino si è vestita di giallo con gli  operatori sociali. Tramite la musicalità spartana delle trombette, dei tromboni, del pentolame vario, si sono presentati alla città con un corteo auto convocato di circa un migliaio di persone. Motivo conduttore della giornata: il welfare non deve morire. Già, perché, avanti di questo passo, con gli enti che pagano i servizi a trecentonovanta giorni, con i servizi sociali ridotti all'osso, con i soci e dipendenti delle cooperative che si ritrovano con stipendi da "lavoratori poveri" e con l'aumento dell'indigenza comune, non si sa proprio dove si andrà a parare.Per  difendere  l'articolo  quarantacinque  della  Costituzione  Italiana  ("la  Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata; la legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli il carattere e le finalità"). Per questo ed altri motivi ancora il coordinamento operatori sociali non dormienti ha deciso di organizzarsi e scendere per le strade cittadine a manifestare il proprio  dissenso nei confronti della politica tutta.Certo in tutto questo reclamare ci sono, come sempre, i soliti furbetti del quartierino, che se ne avvantaggiano e rendono i luoghi di lavoro ancora più svilenti, demotivanti, sgradevoli, precari; raggirando leggi e leggine mettono il lavoratore in  condizioni disumane per soddisfare i propri "statuti", redatti a regola d'arte per missioni sempre più a titolo personale.Tant'è. Puntuale come un orologio svizzero si pone oggi più che mai l'annosa rivendicazione. In questo caso poi pare abbia pure funzionato molto bene, spalancando sul  sistema cooperative-enti  una riflessione che nei prossimi giorni andrà certamente sviluppandosi. I diversi focus: diritti, gare, appalti, ribassi, qualità, professionalitá, stipendi, servizi. Riproduzione concessa con citazione della fontehttp://francescoussia.jimdo.com/

 

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dom

16

dic

2012

RIFIORIRE IL FUTURO

© Rifiorire il futuro incomincia dall'Arsenale della Pace ovverosia dal Sermig in quel diTorino. Nella splendida cornice pre natalizia di quartiere, si è dibattuto in sala con gli ospiti invitati dall'efficiente Ernesto Olivero. Presenti al dibattito, il ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero, il presidente di Fiat SpA John Elkann, l'Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia. Unico assente per inderogabili impegni in agenda il ministro dell'istruzione Francesco Profumo.

Nel botta e risposta con i ragazzi della Fraternità della Speranza, il ministro Elsa Fornero ha discusso in tutta serenità di temi "caldi" della vita sociale del nostro paese parlando di questioni piuttosto rilevanti come l'equità, la meritocrazia, la precarietà. Ha affermato che in questo momento la politica non sta dando risposte al paese così come non sta dando un buon esempio ed i problemi rimangono irrisolti. In questa ottica ha suggerito di valutare l'offerta politica con maturità, diffidando di quello che si dice e di quello che si propone, mantenendo le dovute distanze dal populismo che avanza. In tema di meritocrazia, ha ribadito che le persone devono essere valorizzate nelle loro capacità. Sull'annosa questione della precarietà ha auspicato un maggior impegno nella direzione dell'inclusione, quindi un servizio di politiche attive del lavoro proficuo e l'accrescimento dell'apprendistato.

 Nell'intervento successivo, il presidente della Fiat si è detto fiducioso del futuro e la prova di questo senso di vedere le cose è l'investimento a Collegno con Maserati che vedrà ilmanager torinese impegnarsi per i millecinquecento dipendenti.

Nell'intervento successivo, il presidente della Fiat si è detto fiducioso del futuro e la prova di questo senso di vedere le cose è l'investimento a Collegno con Maserati che vedrà il manager torinese impegnarsi per i millecinquecento dipendenti.

Ha concluso infine monsignor Cesare Nosiglia suggerendo di accettare questa grande sfida mettendosi in gioco senza aspettare che a fare siano sempre gli altri. Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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sab

01

dic

2012

IL PARTITO DEMOCRATICO, PRIMO PARTITO DEL PAESE?

© Si è conclusa a Torino, la lunga campagna elettorale per le primarie del centrosinistra con Pierluigi Bersani a far da motivatore presso il teatro Vittoria. Sala gremita, qualche debacle nell'organizzazione, sostenitori stretti tra la piccola sala, qualche bandiera deiModerati, i lavoratori della Fnac a ricordare quanto è dura la crisi da queste parti. Bersaniprende la parola dopo l'introduzione della solerte attivista che avverte: " Bersani è il segretario della coalizione", le foto di rito ed inizia il suo monologo quasi come fa l'attorenella sua pièce. I riflettori sul comunicatore, un leggio, il buio in sala, il silenzio dei presenti che la dice lunga su quanta attenzione vi fosse verso il segretario e ciò che avrebbe potuto dire.

Diversi i passaggi sui quali varrebbe la pena soffermarsi ma in sintesi l'uomo della sfidatutta in casa del centrosinistra, racconta qual è il suo punto di vista sui diversi problemi di questo periodo storico che strangolano il nostro Paese. Intanto, ringrazia tutti quelli che nellagiornata clou delle primarie, parteciperanno ai seggi. Si dice soddisfatto per questo grande ed unico evento perché finalmente si può rimettere in moto il meccanismo della politica. Racconta delle sue grandi preoccupazioni: la sfiducia ed il disamore delle persone verso la classe politica, il lavoro che manca, centomila i posti persi nel mese di ottobre e una disoccupazione che apre verso questioni sociali molto serie. Pone il suo partito come il primo del Paese e fa presente che senza il Partito Democraticol'Italia diventerebbe quella di Grillo: fuori dall'euro. Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/  

 

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lun

17

set

2012

TORINO ED IL SERVIZIO NIDI D’INFANZIA

© È partito l'anno scolastico 2012-2013 e la V Commissione della Città di Torino, con largo anticipo, ha incontrato le cooperative che si sono aggiudicate la gara per la concessione del servizio di gestione di nove nidi d’infanzia.

Luca Cassiani, Presidente della V Commissione ha entusiasticamente omaggiato tutti precisando: “Ringraziamo i dirigenti e tutta la struttura amministrativa della direzione servizi educativi della Città per il risultato ottenuto nella salvaguardia del servizio in circostanze complesse. Il percorso di costruzione di un sistema integrato dei servizi educativi proseguirà con maggior fervore, forte di questo risultato tutt’altro che previsto”.

Come per ogni appalto vinto dal privato sociale, si spendono gli applausi e si esulta sulfuturo che verrà. Nella fattispecie, Luca Cassiani ha affermato inoltre che: “Le cooperative hanno prestato ampie garanzie rispetto alla tutela della qualità del servizio erogato e alla stabilizzazione dei dipendenti, sia educatori che operatori”. Infine, ha commentato con soddisfazione l’impegno a proseguire il percorso avviato negli ultimi mesi, mantenendo il monitoraggio del servizio, così come il dialogo e il confronto con le parti sociali, il coordinamento dei genitori e, quindi, anche con le cooperative concessionarie dei nidi d’infanzia.

Sarà senz'altro utile approfondire ad inizio duemilatredici od entro la fine dell'anno scolastico se , nella realtà, garanzie e stabilizzazione verranno responsabilmente mantenute. Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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lun

23

lug

2012

PROGETTO DEI CENTRI DI ASSISTENZA PRIMARIA

© TORINO_L'assessore Monferino annuncia al Ministro Balduzzi il progetto dei Centri di Assistenza Primaria detti CAP. Un faccia a faccia domenicale, incentrato sull'innovativa proposta da attuare entro il duemiladodici. Medici di base sette giorni su sette per dodici ore di apertura e limitare così gli accessi al pronto soccorso. Ma non solo. Ci sarebbe allo studio dell' assesorato alla Sanità, l'idea di affiancare al personale medico, anche un centro prelievie, se richiesto, addirittura uno psicologo od un cardiologo. La notizia è trapelata domenica, dopo il fruttusoso incontro avvenuto tra i due. Si partirebbe all'inizio del duemilatredici con ipiccoli ospedali che verrebbero così riconvertiti ma, il vero obbiettivo, potrebbe essere quello a lungo termine di arrivare ad un CAP per ognuno dei sessantasei distretti sanitari.Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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gio

24

mag

2012

EMERGENZA ABITATIVA A TORINO

© A Torino, nel quartiere popolare di Barriera di Milano, questa mattina i ragazzi dello sportello Prendocasa si sono mobilitati in favore di una giovane coppia che a causa della crisi e dei cambiamenti sempre più repentini che questa politica finge di non vedere, dal giorno alla notte si sono ritrovati con uno sfratto, senza la casa e senza la possibilità di negoziare nulla.

Nonostante i due giovani per un anno e mezzo abbiano sempre pagato l'affitto, abbiano tentato di comprare per poi rivendere l'immobile compresi i mobili, abbiano percorso tutte le vie istituzionali possibili, alla fine è arriva la bastonata inaspettata.

Ancora una volta, le istituzioni latenti, non avendo risposte concrete, decidono di non intervenire e lasciano che a curare i problemi siano altri. In questo ultimo periodo, il Comune sta svendendo caserme, palazzi, terreni, ovverosia il proprio patrimonio pubblico. L'ATC, così come tanti alla proprietari di alloggi, hanno deciso di mantenere, ahimè, sfittidiverse centinaia di alloggi facendo crescere in maniera sproporzionata le liste di attesa per un'abitazione popolare.  Riproduzione concessa con citazione della fontehttp://francescoussia.jimdo.com/

 

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sab

19

mag

2012

FASSINO CONTESTATO A TORINO

©Torino_ Convegno sulla scuola che cambia, Fassino contestato.Sabato nevrotico per il numero uno del Comune di Torino ovverosia il Sindaco in persona. Nell'incontroavvenuto in mattinata presso la sala convegni della Galleria d'Arte Moderna, è stato oggetto di numerose contestazioni da parte della platea interna. Presenti numerosi insegnantiprecarie concartelloni e scritte tutte a ribadire il mancato impegno da parte dei soliti politici verso questioni troppo importanti. Nell'area adiacente esterna invece, si è tenuto un contro convegno informativo.

Grande spiegamento di forze dell'ordine in tenuta antisommossa, molta Digos, le vie adiacenti tutte blindate ed inaccessibili. Fronte all'ingresso circa cinquanta persone per lo più appartenenti alle sigle che fanno riferimentoall'area sindacale USB. Alla fine, dopo tanto malumore, bandiere arrotolatee scambio di agende per i prossimi appuntamenti.

I manifestanti hanno alzato la voce, soprattutto a causa della mancata conferma di 300 insegnanti precarie a partire dal prossimo settembre e, in aggiunta, per via dell’esternalizzazione di nove asili nido attualmente comunali. Riproduzione concessa con citazione della fontehttp://francescoussia.jimdo.com/

 

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sab

31

mar

2012

NO DEBITO-OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI

© Milano – Corteo partecipatissimo quello creato sabato 31 marzo da Giorgio Cremaschi con lo slogan “No Debito. Occupyamo Piazza Affari”. Tante le sigle che hanno partecipato per dare forza, ampiezza, continuità, coerenza di classe alla lotta contro il governo Monti e i padroni del debito. Tra le più numerose, rete dei Comunisti, USB, FIOM, NO TAV, il Cantiere. Il corteo si è snodato lungo le vie delle città approdando intorno alle 16 nella centrale via Torino. Diversi i negozianti impauriti che si sono barricati dietro alle saracinesche abbassate per timori di eventuali esprori. Al termine, un breve passaggio davanti alla Banca D'Italia per poi finire in Piazza Affari e concludere con un breve comizio. Le parole più ricorrenti: noi il debito non lo paghiamo, resistenza, organizzazione, conflitto.  Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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ven

16

mar

2012

RAZZISTI PER LEGGE. L'ITALIA CHE DISCRIMINA

© Roma - L'ultima grande ricerca avvincente sul tema dei diritti umani che è andata ad intrecciarsi con la giornata del primo marzo passato e con lo sciopero dei migranti svoltosi in città come Firenze, Milano, Bologna, Palermo, ha un nome ed un cognome: Clelia Bartoli. Insegnante di Diritti Umani alla Facoltà di giurisprudenza a Palermo, diversi pellegrinaggi - studio in Inghilterra, India e Stati Uniti, ha pubblicato per Laterza il libro dal titolo “Razzisti per legge. L'Italia che discrimina”. Un'operazione portata avanti con intransigenza e dalla presentazione piuttosto minacciosa. Esempio, la qualità di molte leggi sul tema dell'immigrazione, caratterizzate spesso da una infinita quantità di decreti e circolari quasi sempre in contraddizione tra di loro, caratteristiche evidenti di quello che si può definire come una sorta di “razzismo istituzionale”.  Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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lun

12

mar

2012

LA RIFORMA DEL LAVORO IN SPAGNA

© Madrid - Il nuovo che avanza sul tema del lavoro, arriva dalla Spagnaed anche in quel paese, viene presentato sotto l'etichetta di “riforma”. Il punto di partenza è sempre lo stesso: rendere meno onerosoper le imprese licenziare e, insieme, cercare di ridurre un tasso di disoccupazioneoggi arrivato, in questo caso, al 23%. Come nei peggiori temporali, occorre ripararsi al chiuso ed in un posto al caldo per comprendere quale futurosi stia riservando ai più. Nel dettaglio: alle aziende spagnole, basterà avere registrato perdite o anche solo diminuzione delle entrate per tre trimestri consecutivi per poter licenziareper «causa oggettiva»; in caso di crisi, le aziende potranno rinviare i contratti collettivi, per definire nuovi orari di lavoro e mansionidei dipendenti; la legge renderà meno oneroso per le imprese il licenziamentosenza giusta causa dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato ed in questo caso, gli indennizzi saranno pari al salario di 33 giorni di lavoro su ogni anno lavorato, e non più di 45.  Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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ven

09

mar

2012

DEMOCRAZIA AL LAVORO- LA FIOM TORNA IN PIAZZA

© Roma- Si sono ritrovate circa cinquantamila persone in quella che si può definire come una sfilata del dissenso. La protesta organizzata dalla FIOM, a cui hanno aderito Cgil, Sel, Federazione della Sinistra, NOTAV, universitari ed al altri ancora, si è tenuta in mattinata con un corteo festoso, colorito e, soprattutto, partecipato. Idee chiare, così come le rivendicazioni, a far da sottofondo ad una manifestazione che vedeva come slogan “Democrazia al lavoro”.  Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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gio

13

feb

2014

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ven

12

apr

2013

CONVEGNO BIENNALE PICCOLA INDUSTRIA

©Si è svolta nell'adiacente ex Fabbrica Italiana Automobili Torinese, una due giorni di accorati appelli da parte di Piccola Industria Confindustria. Un convegno da far raggelare il sangue per la sua totale schiettezza sui temi che tanto stanno a cuore al nostro Paese. “Un'Italia Industriale in un'Europa più forte” questo è il grido che ha dato l'avvio ai lavori.

Confindustria si è presentata al gran completo e, nella seconda parte dei lavori, anche quel che resta del conservatorismo sindacale attuale con i principali esponenti di CGIL e CISL a fare da contraltare. Quello che è stato discusso nella sala degli imprenditori è un qualcosa di inimmaginabile. Analisi, numeri a confronti, persino un progetto dal costo di 316 miliardi di risorse pubbliche per l'Italia. Il tutto per far si che questo stivale non affondi nel più profondo degli abissi.

Apprezzabile l'intervento di Vincenzo Boccia Presidente Piccola Industria che con il suo discorso ha raccontato di una situazione del Paese che è a pezzi grazie anche alla presentazione dei dati citati dal Direttore Centro Studi Confindustria, Luca Paolazzi. Dicevamo dunque, giornata che segna “L'inizio della mobilitazione di Confindustria” come lo stesso Boccia ha voluto evidenziare”. E ancora “Solo negli ultimi sei anni, hanno cessato la loro attività più si settantamila imprese con la conseguente perdita di 1,4 milioni di unità di lavoro e con un numero di disoccupati che è cresciuto raggiungendo il record di tre milioni”.

Appropriato ad un certo punto lo slogan urlato dal microfono “Tempo scaduto” seguito da un “La situazione si aggrava sempre più”. Il resto dell'appello/discorso è ancora più brutale con il Presidente che afferma “Abbiamo di fronte una difficoltà enorme; non si può continuare a non avere alcuna ipotesi di accordo tra forze politiche divise da rancore, perché in questo modo non si riesce a costruire nulla, si demolisce soltanto; andare avanti così, significa, portare alla paralisi il sistema industriale italiano”. Oltre allo questione dello stallo in politica poi, rilevanti le domande poste alla platea e rivolte alle forze sociali, al Paese mediatico, al Paese legale “Quale politica del Welfare? Quale politica fiscale comune? Quale politica energetica comune? Quale politica comune su infrastrutture e investimenti”?

Per poi finire con uno schietto “Dobbiamo salvare il Paese. Vi è la necessità che riguarda tutti, di un'Agenda della competitività perché una Nazione senza fabbriche è una Nazione senza lavoratori e senza imprenditori”. Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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mer

10

apr

2013

BIENNALE DEMOCRAZIA

© La Torino primaverile, nella sua ampia offerta di eventi ed occasioni di dibattito, ha offerto mercoledì dieci aprile alle ore diciotto, la lezione inaugurale tenuta da Laura Boldrini, Presidente della Camera, al Teatro Regio in occasione di Biennale Democrazia. A far gli onori di casa, il primo cittadino torinese e nella vivacissima sala, l'immancabile e brillante Gustavo Zagrebelsky. Adeguata la partecipazione del pubblico, sottoposto ad un lieve stress da coda e dai minuziosi controlli da parte della polizia accorsa in gran numero dopo l'allarme bomba al giornale La Stampa avvenuto qualche giorno prima.

Dopo il benvenuto iniziale di Piero Fassino, la Presidente ha preso la parola ed ha pronunciato la sua lezione partendo dall'oggetto di Biennale, ovverosia Utopico. Possibile? Definendo, da subito, l'utopia come “una ricerca, un viaggio, un dubbio”. Le parole della giovane ex portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, dapprima quasi biascicate ed in seguito modulate con un tono più brioso, han fatto si che la platea applaudisse all'unisono più volte. Degni di approfondimento i diversi passaggi della lezione. Sull'equità “Viviamo in un tempo che non è affatto equo. Nel mondo l’1% degli uomini possiede il 40% di tutte le risorse del pianeta. Le tre persone più ricche del mondo hanno lo stesso peso economico dei 600 milioni di essere umani più poveri. Senza andar lontano, il patrimonio dei dieci italiani più ricchi è uguale alle risorse degli otto milioni di italiani più poveri. Se la politica non assume su di sé la sfida di curare queste ferite di civiltà, se non saremo capaci di affrontare l’utopia urgente e possibile di un paese e di un mondo più equi, di quale buona politica staremmo parlando”? Sui costi della politica “ il mio primo atto è stato quello di ridurre in modo significativo la retribuzione e le prerogative che mi erano assegnate. Il secondo atto è stato quello di chiedere a tutti i deputati titolari di cariche istituzionali di fare altrettanto”. Sulla nostra Costituzione ed in particolare sull' art. 3 a proposito delle diseguaglianze “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Sul tema dell'Europa “all’Italia l’orgoglio di battersi per gli Stati Uniti d’Europa”. Infine, sulla democrazia “nella sua concezione più alta e compiuta, rischia di apparire un’utopia. Ma come potremmo sottrarci a questa sfida sapendo che il diario quotidiano di ogni democrazia è scritto sulla vita materiale, faticosa di milioni di donne e di uomini”? Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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sab

16

mar

2013

I DIRITTI NON SI APPALTANO

© Mattinata di dibattito sereno in quel di Torino presso il Greenwich Village. L'assemblea pubblica, organizzata dal sindacato unitario di base della federazione di Torino, è partita subito con il piede giusto e si è articolata attraverso alcuni significativi spunti di riflessione.

Tema principale esaminato: la politica delle esternalizzazioni dei servizi pubblici e degli appalti (asili, termovalizzatore, GTT, AMIAT ed altro ancora). Materia scomoda, complessa e ingiusta soprattutto perché, negli ultimi mesi, “tutto questo ha prodotto un radicale cambiamento di tipo sociale per quanto riguarda l'ambito del lavoro, rendendo a pura e semplice merce sia i diritti, sia la dignità, di una lunga serie di lavoratori ormai sottopagati, sottoccupati e stritolati tra amministratori, enti committenti, generiche cooperative senza scopo di lucro e dai più generici ancora, sindacati distratti”.

Alla base dell'agile botta e risposta dei presenti, la parola ricorrente e più controversa del duemilaetredici: il Neoliberismo. “Forma aggressiva che da la parola al mercato, deregolamentando quando gli fa comodo, che attacca il costo del lavoro, che crea disoccupazione e precarizzazione”. Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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mar

05

mar

2013

EMERGENZA NORD AFRICA 2013

Aspettando nuovi disperati

 

 

© La macchina dei soldi si ferma apparentemente per qualche giorno. Così, dopo aver gestito un miliardo e trecento milioni, quarantasei euro per ogni singola testa per quasi due anni, il progetto Emergenza Nord Africa si blocca, svanisce, si dissolve. Nel frattempo, sperando, con un mare più calmo nei prossimi giorni o forse nei prossimi mesi, nell'arrivo di nuove succose barche piene di immigrati, i soliti decisori si organizzano. Come? Intanto, nonostante l'ultima circolare del Ministero dell'Interno raccontasse che l'abbandono dai centri era su base volontaria, molti ospiti dei vari centri di accoglienza sono stati invitati a firmare il patto di addio per un misero bottino di buonuscita pari a cinquecento euro. Dopodiché, saldato il conto con i poveri illusi del centro Africa, si è passati ai circa cinquecento cooperanti, liquidati in tutta fretta con la cassa integrazione in deroga. Da qui in poi, quello che accadrà non lo sa nessuno. Di sicuro, e questa è una certezza, in tutto questo progettare, pensare, ragionare, immaginare, di soldi (pubblici) se ne sono spesi parecchi ed altri ancora verranno spesi. Peccato che a far da catalizzatori di tanto denaro saranno poi i soliti signori dei ricchi consorzi, delle cooperative di facciata, delle associazioni dalle missioni non propriamente caritatevoli. Riproduzione concessa con citazione della fontehttp://francescoussia.jimdo.com/

 

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sab

09

feb

2013

MANIFESTAZIONE OPERATORI SOCIALI

© Sabato 9 febbraio  Torino si è vestita di giallo con gli  operatori sociali. Tramite la musicalità spartana delle trombette, dei tromboni, del pentolame vario, si sono presentati alla città con un corteo auto convocato di circa un migliaio di persone. Motivo conduttore della giornata: il welfare non deve morire. Già, perché, avanti di questo passo, con gli enti che pagano i servizi a trecentonovanta giorni, con i servizi sociali ridotti all'osso, con i soci e dipendenti delle cooperative che si ritrovano con stipendi da "lavoratori poveri" e con l'aumento dell'indigenza comune, non si sa proprio dove si andrà a parare.Per  difendere  l'articolo  quarantacinque  della  Costituzione  Italiana  ("la  Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata; la legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli il carattere e le finalità"). Per questo ed altri motivi ancora il coordinamento operatori sociali non dormienti ha deciso di organizzarsi e scendere per le strade cittadine a manifestare il proprio  dissenso nei confronti della politica tutta.Certo in tutto questo reclamare ci sono, come sempre, i soliti furbetti del quartierino, che se ne avvantaggiano e rendono i luoghi di lavoro ancora più svilenti, demotivanti, sgradevoli, precari; raggirando leggi e leggine mettono il lavoratore in  condizioni disumane per soddisfare i propri "statuti", redatti a regola d'arte per missioni sempre più a titolo personale.Tant'è. Puntuale come un orologio svizzero si pone oggi più che mai l'annosa rivendicazione. In questo caso poi pare abbia pure funzionato molto bene, spalancando sul  sistema cooperative-enti  una riflessione che nei prossimi giorni andrà certamente sviluppandosi. I diversi focus: diritti, gare, appalti, ribassi, qualità, professionalitá, stipendi, servizi. Riproduzione concessa con citazione della fontehttp://francescoussia.jimdo.com/

 

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dom

16

dic

2012

RIFIORIRE IL FUTURO

© Rifiorire il futuro incomincia dall'Arsenale della Pace ovverosia dal Sermig in quel diTorino. Nella splendida cornice pre natalizia di quartiere, si è dibattuto in sala con gli ospiti invitati dall'efficiente Ernesto Olivero. Presenti al dibattito, il ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero, il presidente di Fiat SpA John Elkann, l'Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia. Unico assente per inderogabili impegni in agenda il ministro dell'istruzione Francesco Profumo.

Nel botta e risposta con i ragazzi della Fraternità della Speranza, il ministro Elsa Fornero ha discusso in tutta serenità di temi "caldi" della vita sociale del nostro paese parlando di questioni piuttosto rilevanti come l'equità, la meritocrazia, la precarietà. Ha affermato che in questo momento la politica non sta dando risposte al paese così come non sta dando un buon esempio ed i problemi rimangono irrisolti. In questa ottica ha suggerito di valutare l'offerta politica con maturità, diffidando di quello che si dice e di quello che si propone, mantenendo le dovute distanze dal populismo che avanza. In tema di meritocrazia, ha ribadito che le persone devono essere valorizzate nelle loro capacità. Sull'annosa questione della precarietà ha auspicato un maggior impegno nella direzione dell'inclusione, quindi un servizio di politiche attive del lavoro proficuo e l'accrescimento dell'apprendistato.

 Nell'intervento successivo, il presidente della Fiat si è detto fiducioso del futuro e la prova di questo senso di vedere le cose è l'investimento a Collegno con Maserati che vedrà ilmanager torinese impegnarsi per i millecinquecento dipendenti.

Nell'intervento successivo, il presidente della Fiat si è detto fiducioso del futuro e la prova di questo senso di vedere le cose è l'investimento a Collegno con Maserati che vedrà il manager torinese impegnarsi per i millecinquecento dipendenti.

Ha concluso infine monsignor Cesare Nosiglia suggerendo di accettare questa grande sfida mettendosi in gioco senza aspettare che a fare siano sempre gli altri. Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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sab

01

dic

2012

IL PARTITO DEMOCRATICO, PRIMO PARTITO DEL PAESE?

© Si è conclusa a Torino, la lunga campagna elettorale per le primarie del centrosinistra con Pierluigi Bersani a far da motivatore presso il teatro Vittoria. Sala gremita, qualche debacle nell'organizzazione, sostenitori stretti tra la piccola sala, qualche bandiera deiModerati, i lavoratori della Fnac a ricordare quanto è dura la crisi da queste parti. Bersaniprende la parola dopo l'introduzione della solerte attivista che avverte: " Bersani è il segretario della coalizione", le foto di rito ed inizia il suo monologo quasi come fa l'attorenella sua pièce. I riflettori sul comunicatore, un leggio, il buio in sala, il silenzio dei presenti che la dice lunga su quanta attenzione vi fosse verso il segretario e ciò che avrebbe potuto dire.

Diversi i passaggi sui quali varrebbe la pena soffermarsi ma in sintesi l'uomo della sfidatutta in casa del centrosinistra, racconta qual è il suo punto di vista sui diversi problemi di questo periodo storico che strangolano il nostro Paese. Intanto, ringrazia tutti quelli che nellagiornata clou delle primarie, parteciperanno ai seggi. Si dice soddisfatto per questo grande ed unico evento perché finalmente si può rimettere in moto il meccanismo della politica. Racconta delle sue grandi preoccupazioni: la sfiducia ed il disamore delle persone verso la classe politica, il lavoro che manca, centomila i posti persi nel mese di ottobre e una disoccupazione che apre verso questioni sociali molto serie. Pone il suo partito come il primo del Paese e fa presente che senza il Partito Democraticol'Italia diventerebbe quella di Grillo: fuori dall'euro. Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/  

 

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lun

17

set

2012

TORINO ED IL SERVIZIO NIDI D’INFANZIA

© È partito l'anno scolastico 2012-2013 e la V Commissione della Città di Torino, con largo anticipo, ha incontrato le cooperative che si sono aggiudicate la gara per la concessione del servizio di gestione di nove nidi d’infanzia.

Luca Cassiani, Presidente della V Commissione ha entusiasticamente omaggiato tutti precisando: “Ringraziamo i dirigenti e tutta la struttura amministrativa della direzione servizi educativi della Città per il risultato ottenuto nella salvaguardia del servizio in circostanze complesse. Il percorso di costruzione di un sistema integrato dei servizi educativi proseguirà con maggior fervore, forte di questo risultato tutt’altro che previsto”.

Come per ogni appalto vinto dal privato sociale, si spendono gli applausi e si esulta sulfuturo che verrà. Nella fattispecie, Luca Cassiani ha affermato inoltre che: “Le cooperative hanno prestato ampie garanzie rispetto alla tutela della qualità del servizio erogato e alla stabilizzazione dei dipendenti, sia educatori che operatori”. Infine, ha commentato con soddisfazione l’impegno a proseguire il percorso avviato negli ultimi mesi, mantenendo il monitoraggio del servizio, così come il dialogo e il confronto con le parti sociali, il coordinamento dei genitori e, quindi, anche con le cooperative concessionarie dei nidi d’infanzia.

Sarà senz'altro utile approfondire ad inizio duemilatredici od entro la fine dell'anno scolastico se , nella realtà, garanzie e stabilizzazione verranno responsabilmente mantenute. Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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lun

23

lug

2012

PROGETTO DEI CENTRI DI ASSISTENZA PRIMARIA

© TORINO_L'assessore Monferino annuncia al Ministro Balduzzi il progetto dei Centri di Assistenza Primaria detti CAP. Un faccia a faccia domenicale, incentrato sull'innovativa proposta da attuare entro il duemiladodici. Medici di base sette giorni su sette per dodici ore di apertura e limitare così gli accessi al pronto soccorso. Ma non solo. Ci sarebbe allo studio dell' assesorato alla Sanità, l'idea di affiancare al personale medico, anche un centro prelievie, se richiesto, addirittura uno psicologo od un cardiologo. La notizia è trapelata domenica, dopo il fruttusoso incontro avvenuto tra i due. Si partirebbe all'inizio del duemilatredici con ipiccoli ospedali che verrebbero così riconvertiti ma, il vero obbiettivo, potrebbe essere quello a lungo termine di arrivare ad un CAP per ognuno dei sessantasei distretti sanitari.Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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gio

24

mag

2012

EMERGENZA ABITATIVA A TORINO

© A Torino, nel quartiere popolare di Barriera di Milano, questa mattina i ragazzi dello sportello Prendocasa si sono mobilitati in favore di una giovane coppia che a causa della crisi e dei cambiamenti sempre più repentini che questa politica finge di non vedere, dal giorno alla notte si sono ritrovati con uno sfratto, senza la casa e senza la possibilità di negoziare nulla.

Nonostante i due giovani per un anno e mezzo abbiano sempre pagato l'affitto, abbiano tentato di comprare per poi rivendere l'immobile compresi i mobili, abbiano percorso tutte le vie istituzionali possibili, alla fine è arriva la bastonata inaspettata.

Ancora una volta, le istituzioni latenti, non avendo risposte concrete, decidono di non intervenire e lasciano che a curare i problemi siano altri. In questo ultimo periodo, il Comune sta svendendo caserme, palazzi, terreni, ovverosia il proprio patrimonio pubblico. L'ATC, così come tanti alla proprietari di alloggi, hanno deciso di mantenere, ahimè, sfittidiverse centinaia di alloggi facendo crescere in maniera sproporzionata le liste di attesa per un'abitazione popolare.  Riproduzione concessa con citazione della fontehttp://francescoussia.jimdo.com/

 

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sab

19

mag

2012

FASSINO CONTESTATO A TORINO

©Torino_ Convegno sulla scuola che cambia, Fassino contestato.Sabato nevrotico per il numero uno del Comune di Torino ovverosia il Sindaco in persona. Nell'incontroavvenuto in mattinata presso la sala convegni della Galleria d'Arte Moderna, è stato oggetto di numerose contestazioni da parte della platea interna. Presenti numerosi insegnantiprecarie concartelloni e scritte tutte a ribadire il mancato impegno da parte dei soliti politici verso questioni troppo importanti. Nell'area adiacente esterna invece, si è tenuto un contro convegno informativo.

Grande spiegamento di forze dell'ordine in tenuta antisommossa, molta Digos, le vie adiacenti tutte blindate ed inaccessibili. Fronte all'ingresso circa cinquanta persone per lo più appartenenti alle sigle che fanno riferimentoall'area sindacale USB. Alla fine, dopo tanto malumore, bandiere arrotolatee scambio di agende per i prossimi appuntamenti.

I manifestanti hanno alzato la voce, soprattutto a causa della mancata conferma di 300 insegnanti precarie a partire dal prossimo settembre e, in aggiunta, per via dell’esternalizzazione di nove asili nido attualmente comunali. Riproduzione concessa con citazione della fontehttp://francescoussia.jimdo.com/

 

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sab

31

mar

2012

NO DEBITO-OCCUPYAMO PIAZZA AFFARI

© Milano – Corteo partecipatissimo quello creato sabato 31 marzo da Giorgio Cremaschi con lo slogan “No Debito. Occupyamo Piazza Affari”. Tante le sigle che hanno partecipato per dare forza, ampiezza, continuità, coerenza di classe alla lotta contro il governo Monti e i padroni del debito. Tra le più numerose, rete dei Comunisti, USB, FIOM, NO TAV, il Cantiere. Il corteo si è snodato lungo le vie delle città approdando intorno alle 16 nella centrale via Torino. Diversi i negozianti impauriti che si sono barricati dietro alle saracinesche abbassate per timori di eventuali esprori. Al termine, un breve passaggio davanti alla Banca D'Italia per poi finire in Piazza Affari e concludere con un breve comizio. Le parole più ricorrenti: noi il debito non lo paghiamo, resistenza, organizzazione, conflitto.  Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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ven

16

mar

2012

RAZZISTI PER LEGGE. L'ITALIA CHE DISCRIMINA

© Roma - L'ultima grande ricerca avvincente sul tema dei diritti umani che è andata ad intrecciarsi con la giornata del primo marzo passato e con lo sciopero dei migranti svoltosi in città come Firenze, Milano, Bologna, Palermo, ha un nome ed un cognome: Clelia Bartoli. Insegnante di Diritti Umani alla Facoltà di giurisprudenza a Palermo, diversi pellegrinaggi - studio in Inghilterra, India e Stati Uniti, ha pubblicato per Laterza il libro dal titolo “Razzisti per legge. L'Italia che discrimina”. Un'operazione portata avanti con intransigenza e dalla presentazione piuttosto minacciosa. Esempio, la qualità di molte leggi sul tema dell'immigrazione, caratterizzate spesso da una infinita quantità di decreti e circolari quasi sempre in contraddizione tra di loro, caratteristiche evidenti di quello che si può definire come una sorta di “razzismo istituzionale”.  Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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lun

12

mar

2012

LA RIFORMA DEL LAVORO IN SPAGNA

© Madrid - Il nuovo che avanza sul tema del lavoro, arriva dalla Spagnaed anche in quel paese, viene presentato sotto l'etichetta di “riforma”. Il punto di partenza è sempre lo stesso: rendere meno onerosoper le imprese licenziare e, insieme, cercare di ridurre un tasso di disoccupazioneoggi arrivato, in questo caso, al 23%. Come nei peggiori temporali, occorre ripararsi al chiuso ed in un posto al caldo per comprendere quale futurosi stia riservando ai più. Nel dettaglio: alle aziende spagnole, basterà avere registrato perdite o anche solo diminuzione delle entrate per tre trimestri consecutivi per poter licenziareper «causa oggettiva»; in caso di crisi, le aziende potranno rinviare i contratti collettivi, per definire nuovi orari di lavoro e mansionidei dipendenti; la legge renderà meno oneroso per le imprese il licenziamentosenza giusta causa dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato ed in questo caso, gli indennizzi saranno pari al salario di 33 giorni di lavoro su ogni anno lavorato, e non più di 45.  Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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ven

09

mar

2012

DEMOCRAZIA AL LAVORO- LA FIOM TORNA IN PIAZZA

© Roma- Si sono ritrovate circa cinquantamila persone in quella che si può definire come una sfilata del dissenso. La protesta organizzata dalla FIOM, a cui hanno aderito Cgil, Sel, Federazione della Sinistra, NOTAV, universitari ed al altri ancora, si è tenuta in mattinata con un corteo festoso, colorito e, soprattutto, partecipato. Idee chiare, così come le rivendicazioni, a far da sottofondo ad una manifestazione che vedeva come slogan “Democrazia al lavoro”.  Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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