BIENNALE DEMOCRAZIA

© La Torino primaverile, nella sua ampia offerta di eventi ed occasioni di dibattito, ha offerto mercoledì dieci aprile alle ore diciotto, la lezione inaugurale tenuta da Laura Boldrini, Presidente della Camera, al Teatro Regio in occasione di Biennale Democrazia. A far gli onori di casa, il primo cittadino torinese e nella vivacissima sala, l'immancabile e brillante Gustavo Zagrebelsky. Adeguata la partecipazione del pubblico, sottoposto ad un lieve stress da coda e dai minuziosi controlli da parte della polizia accorsa in gran numero dopo l'allarme bomba al giornale La Stampa avvenuto qualche giorno prima.

Dopo il benvenuto iniziale di Piero Fassino, la Presidente ha preso la parola ed ha pronunciato la sua lezione partendo dall'oggetto di Biennale, ovverosia Utopico. Possibile? Definendo, da subito, l'utopia come “una ricerca, un viaggio, un dubbio”. Le parole della giovane ex portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, dapprima quasi biascicate ed in seguito modulate con un tono più brioso, han fatto si che la platea applaudisse all'unisono più volte. Degni di approfondimento i diversi passaggi della lezione. Sull'equità “Viviamo in un tempo che non è affatto equo. Nel mondo l’1% degli uomini possiede il 40% di tutte le risorse del pianeta. Le tre persone più ricche del mondo hanno lo stesso peso economico dei 600 milioni di essere umani più poveri. Senza andar lontano, il patrimonio dei dieci italiani più ricchi è uguale alle risorse degli otto milioni di italiani più poveri. Se la politica non assume su di sé la sfida di curare queste ferite di civiltà, se non saremo capaci di affrontare l’utopia urgente e possibile di un paese e di un mondo più equi, di quale buona politica staremmo parlando”? Sui costi della politica “ il mio primo atto è stato quello di ridurre in modo significativo la retribuzione e le prerogative che mi erano assegnate. Il secondo atto è stato quello di chiedere a tutti i deputati titolari di cariche istituzionali di fare altrettanto”. Sulla nostra Costituzione ed in particolare sull' art. 3 a proposito delle diseguaglianze “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese". Sul tema dell'Europa “all’Italia l’orgoglio di battersi per gli Stati Uniti d’Europa”. Infine, sulla democrazia “nella sua concezione più alta e compiuta, rischia di apparire un’utopia. Ma come potremmo sottrarci a questa sfida sapendo che il diario quotidiano di ogni democrazia è scritto sulla vita materiale, faticosa di milioni di donne e di uomini”? Riproduzione concessa con citazione della fonte http://francescoussia.jimdo.com/

 

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